RADICI = POESIE PER GLI OCCHI

Riccardo Calabrò

Dieci anni fa un’insegnante di movimento, in Accademia, mi descrisse così il suo amore per una danzatrice: “Era diversa dalle altre, a colpo d’occhio. Lei danzava il passato. Tutte le altre, qui, col corpo. Mentre lei, col suo movimento, da un’altra parte, in un altro tempo. Riusciva a raccontare, nei gesti, di me e del mio passato. E io non potevo che commuovermi ogni volta.”

Allo stesso modo, in quegli anni, ero innamorato di C., danzatrice con una passione per la fotografia. Le chiesi di regalarmi le sue foto, perché lì dentro ci vedevo lei, negli anni. E anche un po’ di me, con le mie storie.

Ne venne fuori una piccola raccolta di foto e poesie. Semplici, ispirate, a volte ingenue. Ma che rispetto e porto con me. Perché danzano il mio passato.

 

RIME_libere associazioni su foto di C. – PARTE 1 

RIME_libere associazioni su foto di C. – PARTE 2

 

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