PENSIERI = QUOTIDIANE INVASIONI – Tutto il superfluo necessario

Riccardo Calabrò

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sto vendendo l’anima al diavolo.

Era la fine dell’estate 2010 e nessuno mi aveva mai descritto in questi termini l’acquisto di un iPhone. La mia amica stava partecipando a casting per produzioni televisive americane e il suo agente era stato chiaro: “Lì ti vogliono presente e disponibile. Mail, chiamate, tutto. Le occasioni arrivano e passano. Fatti un cellulare nuovo”. Immaginavo l’ansia da prestazione ma continuavo a non capire. “Davvero stiamo rovinando una serata parlando di uno stupido cellulare?!”. In effetti, no.

Credo sia chiaro a tutti, ormai, che molti di noi usano troppo gli apparecchi elettronici”.

A distanza di otto anni, ecco le parole pronunciate da Tim Cook, AD di Apple, alla Fortune Conference di San Francisco. Un’assunzione di responsabilità, non certo una retromarcia. Piuttosto, un avviso a prendere le giuste precauzioni. E governi e istituzioni si sono subito attrezzati, con idee che talvolta ribaltano letteralmente il punto di vista sul problema. Se l’uomo di oggi guarda a terra, mentre cammina col cellulare in mano, il mondo allora si sposta a terra. Le scale di una scuola americana si muniscono di una corsia laterale per chi ha gli occhi sullo schermo e rischia di essere travolto dai compagni; gli incroci vengono dotati di semafori anche sul marciapiede, per evitare investimenti senza per questo interrompere il flusso di messaggi, mail, foto e video visualizzati dai pedoni. L’importante è rimanere connessi.

 

 

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