Monologo Ciro Bustos

Rossella Cutuli

tre- zero- tre
tre- zero- tre
tre- zero…

Ascolta come ti hanno ridotto. A stento riconosci la tua voce. L’isolamento ti svuota, e il dolore ti divora. Ti hanno tolto il tempo dagli occhi. Percepisci a mala pena quel poco spazio che occupi. Sei un sopravvissuto. Ascolta la tua voce. TRE-ZER0-TRE. Non permettere al silenzio di incarnare il rumore del trapano che s’infila nelle ossa o di te non resta più nulla.
Le tue mascelle si contraggono e si distendono come se stessi masticando i profili di quei volti che ami e non vuoi disegnare. Fermati! Non stai masticando nulla.
Parlo a me stesso, come un pazzo. Forse ci sono diventato pazzo. Forse sono morto, o forse un sopravvissuto arrabbiato per essere ancora vivo.
Bene, bene, così… Il dolore si allevia se resto sdraiato a bocca aperta come un morto. Il cuore batte contro il pavimento, lo senti quant’è freddo? Sei vivo. Anche se ti senti una biglia caduta in una buca profonda. T’immagini di dipingertela la morte. Fanculo!
Shh… Madre di Dio! Stanno arrivando, li senti Ciro?
Ora, quant’è vero che mi chiamo Ciro, e che queste orecchie possono ancora sentire, stanno dicendo che mi lasceranno in vita e mi taglieranno le mani! A meno che… a meno che io non disegni…
TRE-ZERO-TRE
Possono impalarmi, bruciarmi, privarmi delle emozioni e della ragione ma non tradirò i miei compagni. Vero Ciro, non li tradirai i tuoi amici? A te il sacrificio più grande. Se non potrai più dipingere sarai peggio che morto. Dentro di te la guerra non finirà mai.
Le carte bianche che ti hanno dato per disegnare i volti di Ernesto, Pacho, Inti, resteranno bianche o si riempiranno di sangue e di lembi di pelle ancora una volta. Stai per trasformarti da guerrigliero a traditore, Ciro Bustos. Tradisci la tua arte. Persino il rumore del trapano adesso ti appare sopportabile a confronto.
Arrivano. Come ti ha insegnato Ernesto, Ciro: un guerrigliero resiste al dolore anche in punto di morte. Stai zitto Ciro, stai zitto! Che ne sa il Che del dolore? Lui non conosce la stanza 303. Tu… io sono un pittore prima che un guerrigliero. Stanno arrivando… I passi, i passi li senti? Quei fogli bianchi, guardali Ciro. La vita è una battaglia ma non avrai più nulla per cui lottare senza queste mani, senza la tua arte.
No… Non è colpa mia se sono un uomo e cerco la fine del dolore.

Né per coraggio, né per paura, riempio queste pagine bianche degli ultimi volti che la mia mano disegnerà.