Mastro Gianni

Nicola Maria Fioni

È venerdì sera e insieme al Maitre e al Pitbull siamo in cerca di un ristoro.
Notano una piadineria. L’avevo già notata in precedenza. Lo so, ha l’aria di sola. Loro sono convinti.
Mi fido ma non mi fido. Entriamo. Gianni si avvicina e ci stringe le mani. È un omone sudaticcio quattro volte me e io non sono piccolo. Ci chiede come abbiamo conosciuto questo posto. “Tripadvisor, eh?”. “Veramente stavamo solo camminando.” Sembra non ascoltare. È emiliano, fottutamente emiliano. Comincia a farci un pippozzo su come quella sia stata appena proclamata la piadineria migliore al mondo. Ha l’impasto brevettato. È quello della nonna. Sì, è proprio emiliano cazzo.
I miei compagni ordinano una Bra speciale. Io amo le sfide.
È lì che mi chiama: “la Mastro Gianni”. Ingredienti “?”. Prezzo “?”.
Sarà una sassata in pieno stomaco. Lo so. Me ne frego. “Una speciale Gianni.” Sembra non capire.
Dovevo dire proprio “Mastro Gianni.” Aveva il bisogno di sentirselo dire. “Ottima scelta.”
Il posto è semivuoto, c’è solo una famigliola, che non si capisce se conosca il proprietario, lo chiama Gianni per nome, o se sia in preda al panico visto il suo abuso di versi e intercalari della bassa.
La sindrome di Tourette.
Gianni comincia a parlare di calcio, di Juventus, la sua grande passione. Dice che “Mfrappé”, “lo chiamo così”, “mi fa cagare”. Si riferisce a Mbappé, che ha 19 anni, è un fuoriclasse e ha appena condotto la Francia alla conquista del campionato del mondo, ma stasera contro l’Olanda, in Nations league non brilla.
Dice che l’Olanda gli sta facendo perdere la schedina. Aveva messo l’X2. 180 euro. Gli stava facendo saltare il sistemone. Quella sera si stava giocando 846 euro. Aveva preso sia l’over 2.5 dell’Egitto che quello del Burundi. Del Burundi. Non volevo arrivare a conclusioni affrettate ma eravamo davanti al più classico degli scommettitori seriali indebitati fino al collo. Cantava a ogni cambio di risultato. Smadonnava. Ce l’aveva soprattutto con Bacca che ai mondiali aveva sbagliato il rigore agli ottavi. Gli aveva fatto perdere più di mille euro, perché la Colombia doveva arrivare in finale. La storia continua così per una mezz’ora.
Io mi sto leccando i baffi non solo per via della piadina stracolma di fassona, crudo e salsine francesi che mi ha appena fatto schizzare le transaminasi oltre i livelli di un alcolista anonimo, ma perché fra le mani ho una storia per il mio diario. Gianni continua. È logorroico e forse turettico per davvero.
Insiste perché beviamo e apriamo con lui una birra. Maitre è intollerante. Io davvero non posso toccare alcool, ho appena avuto la mononucleosi e davvero ho il fegato a pezzetti. E comunque la birra mi fa schifo. “Ah ma guardate che me la bevo io eh”. La versa al Pitbull che a sua volta si stava crogiolando, visto che lui una partita di calcio non la vede dal 2006 e non ha capito nulla di ciò che gli è stata urlato nelle orecchie negli ultimi venti minuti. È un primo tempo infuocato. Gianni attacca allo sfinimento. Dice che adesso che gliel’ha fatta “nasare” è come se gliel’ha venduta. Perché ritorneremo e gliela compreremo.
Gianni ha fatto un solo errore. Mia mamma è emiliana. E soprattutto mia mamma ha un banco al mercato. A gente così ci sono abituato. È il momento del conto. Pitbull e Maitre pagano con la carta a prezzo pieno. Lo guardo negli occhi. Mi dice “sono 12.50.” Lo guardo ancora negli occhi. “Non serve lo scontrino” e gli porgo una banconota da 20. Gli si illuminano gli occhi. “Allora tranquillo facciamo 10”. Quella sensazione di non dovere dare un centesimo allo stato sulla mia cena lo manda in visibilio.
Anche oggi è convinto di essere il vincitore.
Di aver fottuto lo stato ladrone.
Ma l’X2 di Olanda-Francia comunque non l’ha preso.