Fuoco sulle colline

Jacopo Milani

Liberamente ispirato a Un posto pulito, illuminato bene di Ernest Hemingway

 

Era sera e il cameriere asciugava i bicchieri appena lavati. Li posava uno dopo l’altro, ancora gocciolanti, sul ripiano sotto al bancone. Era tardi. Guardava la nebbia avanzare oltre la terrazza dove il vecchio era seduto al solito posto; se ne stava tranquillo a grattarsi la barba e bere brandy. Ne aveva già bevuti due, quando iniziò a picchiettare sul vassoio per richiamare l’attenzione del cameriere. Il ragazzo uscì con la bottiglia in mano e gli versò un altro bicchiere. L’uomo fece un cenno con la testa per ringraziare, il cameriere tornò dentro e ripose la bottiglia. Diede un’occhiata all’orologio, era l’una passata. Se non ci fosse stato il vecchio avrebbe potuto chiudere e tornare a letto da sua moglie, invece gli toccava stare al caffè senza far niente. Tutto questo per un solo cliente. “Se non se ne va, alle due lo mando via e chiudo” pensò. Uscì sulla terrazza e si arrotolò una sigaretta appoggiato coi gomiti alla ringhiera. Leccò il bordo della cartina e guardò la piazza illuminata dai lampioni. Allungò lo sguardo più in là, verso i vicoli del paese che si intrecciavano come corridoi di un labirinto. Accese la sigaretta, tirò un paio di boccate e sbuffò il fumo dal naso. Si voltò e appoggiò la schiena alla ringhiera. Il vecchio sorseggiava il suo brandy senza neanche concedergli uno sguardo.
«Vecchio ubriacone. Perché non te ne vai a casa?» disse. Ma l’altro era sordo e forse non si era neppure accorto di lui. Il ragazzo fece un altro tiro e rimase in quella posizione ad ascoltare il silenzio. Poi gettò la sigaretta a metà perché cominciava a sentire freddo. Quando rientrò vide un uomo aprire la porta del caffè. Aveva spalle larghe e indossava un cappotto lungo scuro.
«Un cognac» disse, appoggiandosi al bancone. Il cameriere non fece un fiato, prese un bicchiere e versò il liquore. Guardandolo più da vicino, notò che aveva qualche capello bianco e la barba incolta. Lo vide prendere il bicchiere e camminare lento verso la terrazza.
«Alle due chiudiamo» gli disse. L’uomo si voltò per un istante e annuì al ragazzo. Uscì in terrazza, sembrava contasse i tavoli liberi sui quali la luce proiettava l’ombra delle foglie. Il vecchio era di spalle, in piedi, curvo sulla ringhiera. L’uomo pensò che non gli sarebbe dispiaciuta un po’ di compagnia e decise di affiancarlo.
«È una bella serata, non trova?» esordì.
«Devo sbrigarmi a lasciare questo posto» disse il vecchio raddrizzandosi. Guardava lontano.
L’uomo sorrise. «Chiuderanno alle due, ha ancora mezz’ora».
«Sulle colline, dove c’è il fuoco, stanno combattendo. Dovremmo scappare via» disse voltandosi verso l’altro. L’uomo strizzò gli occhi ma non vide niente.
«Dove?».
«Lassù» indicò il vecchio. «Sono i fucili e le bocche dei cannoni. Stanno combattendo, sente?».
L’uomo rimase interdetto qualche secondo, poi scoppiò a ridere.
«Mi scusi, ma… Le luci che vede sono i lampioni della strada. E quelle che si muovono sono i fari delle trebbie nei campi».
Il vecchio rimase serio, con la solita smorfia sul viso. L’uomo se ne accorse, bevve un sorso e si ricompose.
«Sono solo le trebbie» ripeté. Non vi fu risposta. Il vecchio rientrò, pagò il brandy al cameriere e se ne andò col suo passo dignitoso senza dire una parola. L’uomo rimase sulla terrazza, con il bicchiere in mano, cercando di capire cosa avesse detto di sbagliato. Si voltò e provò a guardare meglio, ma non c’era proprio niente. Non vedeva il fuoco sulle colline.
«Stiamo chiudendo».
L’uomo guardò l’orologio, mancavano venti minuti alle due ma andava bene così. Tornò dentro e allungò una banconota al ragazzo.
«Tenga il resto» disse, e fece per andarsene. Poi si voltò annodandosi la sciarpa.
«Quel vecchio, viene spesso?».
Il cameriere sorrise infastidito.
«Il vecchio sordo. Tutte le sere è qui a farmi far tardi con il locale vuoto».
«Sordo?» chiese.
«Sì».
L’uomo gettò un’occhiata fuori dalla finestra per raccogliere le idee, poi annuì e uscì dal caffè, inghiottito dalla nebbia. Poco dopo riemerse nella piazza e s’inoltrò tra i vicoli del paese. Fece qualche passo e si guardò intorno cercando un punto di riferimento. Per un attimo gli parve di sentire degli spari sulle colline.