Isotta Paccanelli College Cinema A 2016-2018

Nata a Bergamo il 17 Settembre 1993.
Fin da bambina è sovrastata da storie. La sua famiglia, numerosissima, è un contenitore di narratori chiacchieroni e aneddoti ripetuti fino alla nausea. Sente il bisogno di portare avanti questa piccola tradizione ma per immagini. È affascinata dalle relazioni, dalle personalità e da come mutano nel tempo. Intreccia quindi storie da sempre: vere, inventate, classiche o eccentriche, senza però perdere l'attenzione per il magico e il sovrannaturale che è parte integrante del suo sguardo sul mondo.

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Isotta Paccanelli - Tutti i contenuti

  • Un video che documenta una chiacchierata per i quartieri di Torino con il vincitore del World Press Photo, Burhan Ozbilici, e Giovanni Barbato, studente di giornalismo alla Scuola Holden. https://youtu.be/Vfe5BxFW0ko
  • Ettore è un ragazzo inscatolato in una routine senza via d'uscita, fatta di viaggi lungo l'autostrada A4, "Serenissima", un lavoro meccanico e poche relazioni umane. Quando tutto questo un giorno satura, durante uno dei tragitti in auto, Ettore si distrae e tampona. Scopre così che un modo per entrare in contatto con gli altri c'è, per quanto violento possa sembrare, è una scarica di adrenalina enorme. Ettore sceglie così di diventare un artefice di incidenti volontario, ma questa vita sul filo del rasoio non può andare avanti per sempre.
  • Rapita, sciogliti da queste funi tese. Repressa, perdi sorrisi e le inutili sorprese. Agitata, un monte alto e l’infinita planata. Sospiri interrotti, i tuoi agili tocchi di notte sono ricatti. Divorata, la bile mi ha affogata, l’insonnia è mal celata. Smarrita, scordata, non fosse mai nata. Non ridessi per ore ai tuoi toni semplici, non annegassi nei tuoi occhi. Sai, luccichi come un gioiello rubato, Io brillo, contorta. Disfatta, anche stavolta, di nuovo in colpa.
  • Segnati queste note improvvisate. Impreviste risate, Lapilli di gioia E quella solita noia Che coglie a tarda notte Quando hai le membra rotte. Il vuoto dei tuoi stati d’animo Le lacrime versate per primo, Le urla soffocate Queste immense parate E i giorni trascinati per forza Del cielo non possiamo stare senza. Segnati quindi questi leggeri ruggiti I brividi rapiti, Tesi come le vele di una nave, Una città tra noi, sembra il mare. Ma è tutto un’inutile poesia Un volo simile alla follia. Lasciami qui in questo illusione lucida La discesa sarà sempre ripida. E il tuo sguardo sará beffardo A voce graffi come un leopardo E io rimarrò cinica. La mia lingua ,sappi, sibila.
  • Conoscersi in mezz'ora e presentarti così.
  • Poesia a tarda notte.
  • Ne farò un film.