Irene Francalanci - Tutti i contenuti

  • Submarker - The Subcultures' Catalog

    Sottoculture ed estetiche di ieri e di oggi, ma, soprattutto, digitali.

    Premessa

    Di cosa parliamo quando parliamo di sottoculture oggi?

    Al termine sottoculture oggi è associato l’aggettivo digitali: si tratta di gruppi nati o rinati online, soprattutto su TikTok e Instagram, che condividono una stessa estetica e un sistema di valori, oltre a rispondere allo stesso hashtag. La natura prevalentemente virtuale fa sì che siano difficili da riconoscere. La fluidità oggi ha infatti sostituito l’esclusività tipica delle sottoculture tradizionali, è così possibile mischiare gli stili, far parte di più gruppi contemporaneamente o anche solo per gioco in un video da 15 secondi.

    La provocazione e la rottura dei canoni le rende invece difficili da comprendere, come è avvenuto in passato, ma, nonostante i commenti negativi, si stanno imponendo come portavoce di trend e mode anche per la cultura mainstream.

    Cos'è Submarker

    Un catalogo digitale in formato quadrato che raccoglie al suo interno abbigliamento, accessori, make-up, acconciature, tech, arredamento e cibo di ogni estetica e sottocultura mappata. Ogni pezzo ha il link all’e-commerce di riferimento. Prende spunto dal Postalmarket e dalle riviste di moda giapponesi.

    Il Postalmarket arrivava per posta due volte l’anno (autunno-inverno e primavera-estate); Submarker arriva per email come allegato pdf in una newsletter con cadenza bimestrale. Ogni numero è dedicato a una community e ne approfondisce ogni aspetto.

    Submarker è anche su Instagram e Pinterest.


    Il numero 0: tutto quello che non avevamo previsto

    Tra tutti gli avvenimenti che potevamo aspettarci dal nuovo ventennio sicuramente non avevamo messo in conto una pandemia mondiale e un periodo di lockdown. Non potevamo immaginare che i guanti monouso e la macchina per fare il pane avrebbero potuto scalare le classifiche degli oggetti più venduti online, arrivando al primo e al secondo posto, come che l’abbigliamento da casa in jersey, ciniglia, spugna, ma anche in seta potesse diventare un nuovo stile. Eppure, è successo, e questo stile nato nella primavera del 2020 online, perché è qui che si sono svolte le nostre vite, ha un nome: Quarcore.

    Neanche questo numero era previsto nella programmazione di Submarker, è infatti speciale, diverso, nato dal tempo diverso che abbiamo vissuto. È un prodotto a sé stante, non il primo, è il numero 0 perché si distingue da quelli che verranno. L’abbigliamento, per esempio, non è suddiviso per genere, questo perché nella nostra intimità casalinga possiamo davvero vestirci come vogliamo, ma vuole rifarsi anche al trend di una moda più inclusiva: del resto la London Digital Fashion Week S/S21 ha seguito un format gender-neutral, con la presentazione delle collezioni maschili e femminili in un unico evento.

    Dall’indice poi si può notare che gli outfit sono suddivisi in base alle piattaforme digitali più rappresentative del periodo di lockdown, che abbiamo usato per lavorare, fare workout, rilassarci e in generale rimanere in contatto con la realtà. Non compare la sezione dedicata agli accessori, che dire…non ci sono serviti!

  • A scuola le persone con disabilità sono spesso escluse dalle lezioni di educazione sessuale perché si crede che non ne abbiano bisogno. In realtà la mancanza di conoscenze e l'inesperienza possono rendere la sessualità imbarazzante e difficile per tutti. Da qui nasce #Thisability, un progetto transmediale pensato per Durex, per trasformare l'educazione sessuale in educazione al piacere.

  • Serie web animata con campagna di comunicazione transmediale. Primo premio Romics Camp 2019.

    Milano 2019. Stella Martini è un’influencer molto seguita su Instagram. Ha due chihuahua, Miss e Frankie, dalle quali non riesce a separarsi, tanto da portarle con sé in ogni viaggio. Che sia: Torino per le vacanze di Natale, Venezia per la mostra del cinema, Londra, Parigi o New York. Ogni
    puntata comincia con Stella che esce dall’appartamento o dalla camera di Hotel e saluta le cagnoline. Ogni volta, queste, rimaste sole, decidono di esplorare la città, come vere turiste. Passeggiando ne spiegano storia, curiosità e principali attrazioni da non perdere artistiche e gastronomiche. Alla fine di ogni puntata Miss e Frankie spiegano ai bambini una frase fatta in lingua inglese.

    Storyworld

    Ogni puntata della serie è ambientata in città reali ma è come se fossero abitate solo da animali. Degli umani, a partire da Stella Martini, si vedono solo parti del corpo come gambe o braccia, mai a figura intera perché non sono importanti ai fini della narrazione. Tutti gli animali che compaiono sono umanizzati. Mangiano seduti al tavolo al ristorante, parlano tra loro, sono istruiti e si spostano con i mezzi di trasporto quando è necessario. L’universo di riferimento è quello della moda, degli influencer e di Instagram. I viaggi che Stella e di conseguenza i suoi chihuahua devono fare seguono infatti il calendario della moda e gli eventi mondani più importanti: Oscar, Mostra del Cinema di Venezia, Prima alla Scala ecc… Ogni puntata nasce quindi dagli impegni della ragazza in base ai quali lei e le cagnoline vanno in giro per il mondo.
    Miss e Frankie sono completamente diverse tra loro per questo litigano continuamente. Miss è la maestrina: durante ogni puntata è lei che spiega la storia dei posti che stanno visitando. È lei in fondo il personaggio principale. Frankie invece è l’elemento di disturbo: è più ribelle, si annoia facilmente e ha sempre fame.


  • Il fil rouge dell’attesa accomuna tutti, surfisti e no, ed è la forza del surf in Italia. Estrema Fortuna è quella della nostra penisola: penisola fortunata per parafrasare Pessoa, che oltre a essere ricca di storia, arte e tradizioni, diventa teatro dei portatori di tavole. Ma è anche la condizione di chi, seduto su una spiaggia, ha la pazienza di aspettare l’onda.

    Estrema Fortuna è poi un podcast, il media più intimo per raccontare storie. Otto puntate da venti minuti per parlare del surf in Italia con chi lo pratica e ha fatto dell’attesa una filosofia di vita.

    Ecco qualche assaggio: Mood Indigo – è un buon giorno per cominciare. Dalla Schiuma dei giorni di Michel Gondry, alle schiume tanto odiate dai professionisti, ma perfette per i principianti. Charlie non fa il surf! Una conversazione con uno shaper e un surfista che fa musica su stereotipi ed estetica, perché l’attesa della resina che si asciuga somiglia un po’ a quella di un concerto. Non è uno sport per tutt*? In acqua il genere non conta, eppure l’immaginario del surf è ancora troppo legato al mondo maschile.