Giovanna Stanzione College Scrivere B 2016-2018

Nasce a Salerno il 6 gennaio del 1988. Si laurea in giurisprudenza con 110 e lode, il plauso della commissione e l'invito a continuare gli studi. Nel 2012 è vincitrice di una borsa di dottorato presso l'Università di Roma Tor Vergata. Nel 2016 ottiene il titolo di Dottore di ricerca in Procedura penale comparata con il giudizio di eccellenza. Dal marzo 2016 è vincitrice di una borsa di ricerca triennale presso il C.u.c. Nel 2017 pubblica la sua prima monografia nella collana Cedam "Problemi attuali della giustizia penale". Sogna di diventare scrittrice da quando ha costretto sua nonna a insegnarle a scrivere a quattro anni. Nel settembre 2016 si iscrive alla Scuola Holden, college Scrivere. Nel gennaio 2017 è vincitrice del Premio Letteratura dell'Istituto italiano di cultura di Napoli con il monologo teatrale "Sotto gli archi del processo. L'ultimo atto del processo Thyssenkrupp". Dal novembre 2017 lavora al romanzo dal titolo "Per il tuo bene".

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  • Ultimo atto del processo ThyssenKrupp. Udienza di Cassazione Durante l’esposizione del Consigliere relatore, in aula sono presenti gli Avvocati e Professori, il Presidente e le Eccellenze della Corte, il procuratore generale, l’onda di fuoco alta 12 metri detta flash fire, i corpi carbonizzati di sette operai.
  • Mi dicevano che S. era infelice, sfortunata, poi che era pazza. Sono cresciuta nella convinzione di essere come lei. Per il tuo bene è un romanzo di ricerca, smembramento e ricostruzione. Narrato in frammenti di memoria, incastrati l’uno nell’altro. Attualmente si compone di 50 cartelle. Per info e contatti: giovannastanzione@hotmail.it .
  • Sono in un’età in cui avrei dovuto essere madre già da qualche anno. Da un pezzo se prendiamo in considerazione la capacità biologica. Da quattro anni secondo l’abbinamento automatico delle pubblicità di YouTube al target anagrafico. Quattro anni durante i quali, prima di poter accedere a qualsiasi video tenti di vedere, mi si parano davanti immagini di neonati dai sorrisi rossi e carnosi, alternati ad apparecchi di cui servirmi per calcolare i miei giorni fertili.
  • Il ragazzo era in piedi davanti alla macchina del caffè e piangeva in silenzio. Polvere nera era sparsa tutta intorno sul piano ed era finita sul pavimento, raccogliendosi nelle scanalature tra le mattonelle. Il ragazzo si bagnò le mani sotto l’acqua fredda del lavello e se le passò sugli occhi. Poi strappò un pezzo di carta assorbente, lo mise sotto il getto per un istante e prese a raccogliere la polvere di caffè, un rivolo scuro colò lungo il cassetto delle pentole.
  • Prima nulla, un nulla acquoso e ovattato, poi squarci qualcosa e sei fuori. Il primo fastidio dell’esistenza è nascere. Il secondo è la luce artificiale.
  • Immagino vogliate sapere perché l’ho fatto. Ho aspettato a lungo per parlarvi. Chissà, mi chiedevo, se c’è un luogo dove finiscono i rivoluzionari morti, quando non vengono imbalsamati.                
  • Siamo al momento in cui tutto l’intero universo di accadimenti casuali ha cospirato millenni per produrre questo piccolo incontro di fatti fortuiti che siamo noi, oggi, qui, a due passi l’uno dall’altra.

  • Mancava qualcosa nel tuo romanzo. Il finale, hai pensato. No. Mancava il futuro. Mancava il tempo. Tu non credi in nessuno dei due. Scritto pubblicato sul giornale online The Catcher nella collana Come nascono le storie.
  • Non sorrideva più, non la rovesciava più sul letto, scoprendole le gambe e scorrendo con le labbra fino all’interno delle cosce. Forse anche lei era qualcosa cui aveva detto semplicemente sì.
  • No, non la conosci bene. L’hai abbordata ad una festa stasera, neanche un’ora fa.
  • Per una donna di mare approdata un giorno in montagna tutti quei puntoni di roccia che la circondano vogliono dire una sola cosa: pericolo.
  • Riccardo si è perso una notte quando, tornando da messa sovrappensiero, per un momento non sapeva più dove stava. Ma allora ancora non era perso, aveva solo sbagliato strada.
  • Mi aveva fatta con cura. Puntale e contrafforte in cuoio pregiato, fodera e tomaia nella migliore pelle, chiodatura del tacco in ottone, rinforzo di metallo.
  • Io la sentii potentissima: la sua brama di cielo.
  • Salerno doppia faccia, come una moneta. Salerno dei veleni sotterranei e dei pare brutto che nascondono la bocca.
  • Tutti i ventenni smettono di credere agli dei. E gli dei smettono di dare fiducia ai ventenni.