Federica Fumagalli College Digital 2017-2019

Sono una Digital Story Designer freelancer. Che cosa significa?

Una Digital Story Designer è una figura ibrida. Dal design attinge il
metodo progettuale e la competenza strategica basata su numeri e
ricerche. Dallo storytelling prende invece le strutture narrative, la
proprietà di linguaggio e le tecniche di coinvolgimento del proprio
pubblico. Il digitale gli permette di lanciare lontano le proprie idee, e
di sperimentare processi creativi dinamici e innovativi.

Invia un messaggio a Federica Fumagalli

Visita il profilo Facebook di Federica Fumagalli

Visita il profilo Linkedin di Federica Fumagalli

Visita il sito di Federica Fumagalli

Data di Nascita: 18.04.1988

Luogo di Residenza: Torino

Disponibilità al trasferimento: Sì

Curriculum Vitae

Federica Fumagalli - Tutti i contenuti

  •   Polpa ink è un nuovo animale digitale che, con il suo inchiostro multimediale, scrive video, storie e campagne digitali, con cui costruisce il suo habitat ideale, l'internet che vuole abitare.     Entrati alla Scuola Holden come nove studenti un po' spaesati, mai avrebbero pensato di uscirne come nove tentacoli di un unico essere, che nuotano nella stessa direzione. Chiara Bettoli il tentacolo pragmatico Riccardo Calabrò il tentacolo smanettone Ilaria Carola il tentacolo social Livia di Giammatteo il tentacolo influencer Valentina Ecca il tentacolo più digital Federica Fumagalli il tentacolo coordinatore Eleonora Ingannamorte il tentacolo artista Thomas Raiteri il tentacolo perfezionista Sara Urdiroz il tentacolo attivista   Sono gli ormai ex allievi del college Digital e questi sono i lavori di Polpa ink, fino ad oggi:    Un video a sostegno del Museo Egizio:  Il-museo-è-di-tutti    Una campagna digitale per donare scarponi alle associazioni che aiutano i migranti sulle Alpi: Cartoline-dalle-Alpi    Una proposta di strategia digitale per Emergency: Abolish War (estratto della presentazione)
  • Mensile d’informazione per giovani terrestri dagli 8 agli 11 anni

    MegaBit nasce con l’intenzione di raccontare a giovani lettori e lettrici cosa accade nel mondo che ci circonda unendo fiction e non-fiction. Ogni numero prende una notizia e la racconta attraverso le avventure di Mega e Bit, due buffi alieni che vengono sulla Terra a svolgere delle missioni segrete per conto dei bambini del nostro pianeta e che, nel frattempo, illustrano cosa sta realmente accadendo. Pensiamo che non ci siano argomenti tabù: i bambini e le bambine sono in grado di capire anche le “cose da grandi”, ciò che fa la differenza è il modo in cui vengono spiegate. Noi abbiamo scelto di unire la forza delle storie con la chiarezza del lessico e di sfruttare il potere evocativo delle illustrazioni. MegaBit è una rivista mensile che ha lo spirito di un quotidiano e la veste di un albo illustrato, pensata per spiegare ai bambini tra gli otto e gli undici anni i temi più rilevanti dell’attualità. Ogni numero è incentrato su una sola notizia che viene inserita in una cornice narrativa e approfondita da vari focus. Abbiamo redatto due prototipi: nel numero Zero raccontiamo la situazione al confine tra Messico e Stati Uniti tramite la storia Alvaro, un bimbo honduregno che sta migrando con la sua famiglia; mentre nel numero Uno la vicenda Cucchi fa da sfondo alla missione che Mega e Bit intraprendono per aiutare la piccola Marta. MegaBit, oltre a rivolgersi ai bambini, è pensato come strumento didattico per gli insegnanti che vogliono parlare di temi d’attualità in classe. A loro è dedicata una sezione del sito internet con la possibilità di scaricare ulteriori materiali d’approfondimento e suggerimenti per costruire laboratori a partire dalle tematiche trattate nel numero cartaceo. Sulla piattaforma online, inoltre, i piccoli lettori potranno esprimere un desiderio che vorrebbero vedere realizzato da Mega e Bit. Il progetto è nato dalla spinta di Francesca, alla quale, da piccola, nessuno aveva trovato il modo di spiegare bene cosa era successo l’11 settembre 2001 a New York. Sapeva solo che avevano interrotto bruscamente il suo appuntamento pomeridiano con la Melevisione e non le aveva fatto piacere. Francesca ha coinvolto le sue amiche scrittrici Giulia e Sabrina le quali non avevano mai pensato che scrivere per bambini si sarebbe rivelata una sfida così interessante e divertente. E successivamente hanno messo in mezzo Federica e Paolo, una grafica con la passione per il mondo digitale e un ragazzo cresciuto facendo l’animatore per bambini e ragazzi. Tutta la squadra di Megabit è convinta che l’attualità possa essere raccontata anche ai bambini con l’ambizione di farli divertire e cominciare a formare il loro spirito critico.
  • Cos'è Senza Parole?

    Senza Parole è un portale web dove chiamare artisti e autori a raccontare il silenzio.  Il filo conduttore delle narrazioni è l'arte visuale, quindi fotografia, illustrazione e performance artistiche.

    Come si usa?

    Senza Parole si presenta come un portale per immagini, dove ogni immagine è la porta d'accesso a narrazioni interattive. Una volta selezionato il silenzio che si vuole esplorare, l'utente si trova dentro a quella storia, e a mano a mano che la narrazione visuale si svilupperà, allo spettatore verrà chiesto di effettuare scelte che influiscono sulla trama. Un breve tutorial spiega allo spettatore come effettuare le scelte. Le scelte vengono effettuate attraverso i gesti digitali. [video width="1920" height="1080" mp4="http://thewall.scuolaholden.it/wp-content/uploads/2019/05/video-mock-up.mp4"][/video]  

    Perché i gesti digitali?

    Tap, scroll, swipe, zoom. Sono gesti che utilizziamo tutti i giorni, ogni volta che prendiamo in mano lo smartphone, e con i quali interagiamo con gli altri, senza aver bisogno di parole. Quando vogliamo far scorrere il tempo più veloce usiamo il tap, quando vogliamo avvicinarci, o allontanarci usiamo lo zoom. Quando vogliamo andare più a fondo a un argomento scrolliamo; quando qualcosa non ci piace, semplicemente lo spostiamo. Ho scelto questi gesti perché credo che abbiano un significato profondo, se riportati alla realtà e associati allo status di silenzio.