Elisa Leoni College Scrivere B 2016-2018

Classe 1988, nata e cresciuta a Bergamo, laureata a Pavia prima in Lettere Moderne e poi in Filologia Moderna - Scienze della Letteratura, del Teatro e del Cinema, con 110 e lode e tesi sull'Estetica del Teatro Sociale. Dal 2014 redattrice e web journalist per BergamoPost. Dal 2016 storyteller, social media manager. E allieva della Scuola Holden College Scrivere, ammessa con borsa di studio al merito.

CV: https://bit.ly/2joT1AP

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Elisa Leoni - Tutti i contenuti

  • Leo ha un tentato suicidio, un disturbo ossessivo compulsivo e una salvietta sulla spalla. I Rinaldi lo accolgono. Sono ricchi, affascinanti. E con un segreto. Prima persona plurale è un vortice dentro di loro, uno per uno, mai separati. Fino alla verità. [Di questo romanzo esistono altre sessanta cartelle, ottantantotto in tutto. Per leggerle, scrivete a elisa.leoni@bogler.it]
  • Potrebbe immaginare quello che sarebbe stato. Invece si inginocchia e dice: «Grazie, Signore, per quello che ho avuto». Alla mia terra e alle donne che l'hanno e mi hanno plasmata. Radici. - Racconto selezionato per Retabloid Fiction Issue, gennaio 2018.
  • Quando arriviamo in città mi tiene aperta la porta della stazione, lasciando l'impronta delle dita sul vetro. Chiede: «Io ero un bambino cattivo?». Ma a me non sembra una domanda. - Racconto pubblicato su Retabloid, settembre 2017.
  • Eppure oggi è una bella giornata. Allo stagno c’erano solo i calabroni. Ho scritto molto, ma temo che saranno opere postume.
  • E mentre mi ridevi «Voltati», ho visto una rondine sbagliare intenzioni. Però ha fatto primavera lo stesso.
  • Per il solito tentativo di allargare il fiato, mentre la linea dei colli si stringe attorno ai polsi, e tira. Prima che l’abbia vinta lei. Prima che il gioco sia di non partire.
  • Stiamo andando su per il vicolo. Mamma dice che non devo aver paura, che stasera torniamo a casa, perché casa è di nonno e finché c’è nonno un modo si trova. Mamma cammina veloce.
  • Il fatto è che io sono ancora qui e tu no. O meglio: il fatto è che ora, quando torno, di tutte le cose che sono qui ad aspettarmi – l’odore della terra, un senso di casa – tu non ci sei più.
  • Si contano sulle dita di una mano, le persone che mi han visto dormire. Il coltello che alzavano nell'ombra era per i miei incubi, non per me. Sentinelle delle mie notti, queste amate.
  • Va a prendere le tazze di là, nella credenza. Ci conserva almeno sette servizi in ceramica. Di solito li impiastriccia all’esterno di caffè versato, cercando inutilmente di pulirlo con le dita.
  • Ale che la sua testa era un flipper in cui lui era il primo a perdere. Ale che aveva scelto, subito, me.