Andrea Gallotti - Tutti i contenuti

  • MISMATCH_concept
  • MISMATCH-THE-WALL
  • Adattamento de "Il Vicino" di Franz Kafka http://www.filedropper.com/ilvicino2
  •  

    Get Out (2017) La cosa (1982) The Texas Chainsaw Massacre (1974) The Purge (2013) Blair Witch Project (1999)

        Il genere Horror si basa sul cercare di spaventare e impressionare lo spettatore per intrattenerlo. E' un genere che si basa per larghissima parte sulle paure razionali e irrazionali dell'essere umano, facendo leva su di esse e mettendo in scena un serie di eventi verosimili o inverosimili in grado di provocare sgomento e paura nel pubblico. Questa distinzione tra paura razionale e irrazionale porta ad un distinzione netta tra uno stile di horror e un altro. Per esempio, nella stringa di film horror che fanno leva sulle paure irrazionali possiamo annoverare quelle pellicole che rappresentano come pericolo mostri o entità sovrannaturali. I film che invece fanno leva sulle paure razionali delle persone fanno largo uso di serial killer o pericoli possibili nella vita di tutti i giorni. Tenendo in mente questa fondamentale distinzione, nel corso dei decenni il genere è stato in costante evoluzione, sia per quanto riguarda le tematiche e i plot, sia per quanto riguarda la realizzazione tecnica. Per questa ragione, ho scelto di analizzare cinque film che partono dal meno recente The Texas Chainsaw Massacre (1974), fino all'odierno Get Out (2017). I rimanenti film che ho scelto sono The Purge (2013), La cosa (1982) e Blair Witch Project (1999)   Arena: Solitamente i film horror hanno come location luoghi lontani, oscuri, luoghi desolati ove un gruppo di personaggi è in completa balia del pericolo in cui sono incappati. E' per loro difficile se non impossibile ottenere un aiuto esterno, aumentando in questo modo la paura e la preoccupazione nello spettatore. Le arene possono essere non comuni, come ad esempio il nucleo di ricercatori in Antartica ne La Cosa (1982), altri luoghi estremamente comuni come i sobborghi bianchi di The Purge (2013) e Get Out (2017), e altri luoghi comunemente considerati come spaventosi e inquietanti come la foresta di The Blair Witch Project (1999) e le sterminate campagne texane di The Texas Chainsaw Massacre (1974). Già la scelta dell'arena fa quindi leva sulle paure comuni degli esseri umani, aiutando a provocare un sentimento di ansia e preoccupazione nello spettatore.   Temi: I film Horror hanno solitamente come tema fondamentale la paura per la morte o la paura in generis, ma come essa viene presentata e affrontata detona la differenza tra le pellicole. Prendendo in esame Get Out (2017) per esempio, la paura che viene presentata è la paura verso la “negrophilia”, termine che va a indicare la fascinazione dei bianchi verso le caratteristiche fisiche e culturali dell'etnia afroamericana, un concetto portato all'eccesso in questi anni. Questo eccesso viene rappresentato con la volontà di un gruppo di bianchi liberali di aver la possibilità di aver il proprio cervello impiantato in un corpo di un atletico uomo di colore. Questa paura nasce da una preoccupazione di stampo politico-sociale, similmente a quello che vediamo in The Purge (2013). In The Purge viene rappresentata la possibilità di una notte annuale di deliberata anarchia, ove nessun crimine viene o verrà perseguito. Gli uomini si trasformano in bestie e si ha un'assenza totale di morale. Viene quindi messa in scena la paura che in condizioni sociali simili, ogni essere umano sia capace dei peggiori crimini. The Texas Chainsaw Massacre (1974) e The Blair Witch Project (1999) fanno leva invece su paure naturali come la paura di essere uccisi o la paura dell'ignoto, rappresentate attraverso mezzi irrazionali (foreste infestate e cannibali omicidi). Lo stesso si può dire de La cosa (1982), la quale però sottotraccia parla della paura delle malattie trasmissibili molto comuni negli anni 80, attraverso la rappresentazione di un'entità sovrannaturale che prende il possesso delle persone e ne copia al 100% le sembianze.   Personaggi funzione: Innanzitutto, tra i personaggi funzione più importanti nei film di genere horror non possiamo che non citare per primo il serial killer, o in altri casi l'entità malvagia. Questa tipologia di personaggio è quello che crea nello spettatore più impatto, più terrore e più suspence. Senza giri di parole, è la motivazione per cui il personaggio protagonista si trova in pericolo di vita, è il nemico da fronteggiare e sconfiggere. Spesso nei film horror, possiamo incappare in un gruppo di personaggi che si ritrova alla mercè di un serial killer. Questo variegato gruppo di persone è un insieme di caratteri molto differenti tra loro, quasi agli antipodi. Abbiamo per esempio, lo scettico, colui che ai primi segnali di pericolo cerca di ragionare razionalmente e non prende in considerazione le ipotesi più nefaste, le quali si riveleranno poi vere. Il protagonista è definibile come l'eroe, è quel personaggio che riesce davanti al pericolo ad aiutare gli altri del gruppo e che viene presentato come un personaggio più tridimensionale e caratterizzato rispetto agli altri compagni. Altri personaggi sono per esempio la coppia di amanti e la ragazza avvenente. La creazione di questi personaggi rende possibile che avvenga una sequela di omicidi da parte del serial killer in grado di creare suspence nello spettatore, che si chiederà chi sarà il prossimo a morire e come ciò avverrà.   Nel primo atto dei film del genere Horror ci si concentra sul presentare il personaggio principale e l'ambiente oscuro intorno a lui, che inizia a rivelarsi ostile e pericoloso. L'entrare in questo ambiente ostile fa iniziare una serie di omicidi e altri orrori, che ci catapultano nel secondo atto della storia, ove il nostro protagonista cerca di scappare dalla morte mentre le persone intorno a lui rimangono vittime di questa entità misteriosa. Nel terzo atto della storia vi è il climax, con il protagonista che si trova a fronteggiare il pericolo faccia a faccia, costretto a lottare per la propria sopravvivenza. Sul finale, ci sono due diverse possibilità, o il protagonista sopravvive, o anche lui come i suoi compagni muore sotto i colpi del nemico. Altra caratteristica che non è presente in tutti i film horror ma che è largamente utilizzata è quella del finale aperto, che mostra come il nemico che si pensava fosse morto, in realtà è ancora in vita. Questa scelta viene fatta per poter far uscire un sequel e creare una saga, scelta molto diffusa in questo genere cinematografico.
  • Analisi Pilot Andrea Gallotti

    The Americans - Pilot

    La famiglia Jenning è una normale famiglia americana, due bellissimi bambini, una grande casa con il garage, un lavoro ben retribuito e giornate felici passate all'insegna del divertimento. Almeno così sarebbe, se non si trattasse tutto di un abile montatura. Perchè Philip e Elizabeth Jenning, non sono dei normali genitori americani, ma piuttosto delle spie russe che hanno assunto false identità per conto dell'Unione Sovietica. E' l'alba degli anni 80, la tensione tra Stati Uniti e Unione Sovietica non accenna a diminuire e anzi, sembra andare verso conseguenze bellicose. Durante la notte, nelle strade di Washington D.C, Philip, Elizabeth e un loro compare, Rob, sono impegnati in un inseguimento a piedi con un traditore della patria russa, Timoshev, il quale vuole vendere i segreti del KGB all'FBI. Philip riesce a raggiungerlo, ma nel mentre Timoshev è riuscito a trafiggere nello stomaco Rob con un coltello. Philip e Elizabeth portano Rob alla macchina e mettono Timoshev dentro il baule, così da poter completare la missione. Ma Philip non è dello stesso avviso. Lui infatti è preoccupato che Rob non riesca a rimanere in vita e convince Elizabeth, seppur a fatica, a portarlo all'ospedale. Facendo ciò però, i due non riescono a completare la missione, e sono costretti a nascondere Timoshev nel baule della loro macchina, nel garage della loro casa. Già in questa prima scena, saltano all'occhio due dettagli importanti per il resto del pilot e della serie in generale. In primo luogo, in questo conflitto continuo tra agenti americani e spie russe, non siamo in grado di definire quali siano i limiti tra i buoni e i cattivi. Questa semplice distinzione di tipo morale viene sostituita da un altro elemento, per ben più importante per i personaggi della serie: la fedeltà. In particolare la fedeltà per la propria patria, ovvia nelle azioni e nelle scelte di vita di Elizabeth e in parte di Philip, ma anche nelle azioni di Stan Beeman, il quale più tardi durante la puntata si introdurrà in casa dei Jenning per scoprire di più sul rapimento di Timoshev. Altro dettaglio importanti che iniziamo a notare è la differenza tra Elizabeth e Philip, la prima più fredda e ligia al dovere, mentre il secondo più emotivo e che piuttosto che veder morire un compagno, mette a repentaglio la buona riuscita di una missione. Questa differenza verrà affrontata in toni maggiori durante questa puntata, portando i due personaggi a delle scelte ben preciso riguardo il futuro. Appena trasferitosi a Washington, Stan Beeman fa conoscenza con i suoi nuovi colleghi dell'FBI. Beeman, esperto di controspionaggio, è stato chiamato per cercare e scovare le spie russe nascoste negli Stati Uniti. Giunge notizia che Timoshev è scomparso. A casa Jenning, Philip si sincera che Timoshev non faccia rumore dal baule della sua macchina, per poi andare in cucina dalla sua famiglia. Davanti ai due figli, Paige e Henry, Elizabeth e Philip si comportano da normali genitori, ma appena ne hanno l'occasione, parlano di Timoshev e di come esso si sia venduto. Con un flashback, scopriamo che Elizabeth ha già avuto a che fare con Timoshev quando da giovane si addestrava per diventare una spia. In particolare, scopriamo che Timoshev l'ha stuprata durante un allenamento. Philip vuole aspettare che i capi gli dicano cosa fare, mentre Elizabeth sembra intenzionata ad uccidere Timoshev senza attendere oltre. La sera, Philip si traveste e incontra una dipendente degli uffici dell'FBI, e riesce a carpire informazioni utili. Philip scopre infatti che l'agenzia è riuscita a scoprire la targa e la marca della macchina che ha rapito Timoshev e che a bordo di essa vi erano due uomini e una donna. Philip torna a casa e avverte Elizabeth della cosa preoccupato, e la donna è ancor più prona ad uccidere Timoshev senza però avvertirlo del suo passato. Philip nel mentre inizia a buttar lì l'idea di costituirsi agli americani e vendere le informazioni, così da poter vivere una vita agiata e al sicuro. I Jenning vanno a presentarsi ai loro nuovi vicini di casa, la famiglia Beeman. Stan dice loro che lavora all'FBI nell'ambito del contro-spionaggio. Tornati a casa, Elizabeth e Philip litigano, poiché si chiedono se sia una coincidenza che un agente dell'FBI sia venuto ad abitare vicino a loro e perchè hanno visioni differenti su come comportarsi con la situazione di Timoshev. Elizabeth infatti continua a voler uccidere l'uomo senza attendere oltre, mentre Philip è ancora più convinto di volersi costituire e poter vivere una vita normale, senza dover rischiare la loro salute e quella dei loro figli. Nel secondo atto del pilot, il conflitto tra Elizabeth e Philip si fa sempre più aspro e netto. Le loro posizioni sono estremamente in opposizioni, Elizabeth mette la fedeltà verso la madre patria davanti alla possibilità di tradire il proprio paese e assicurarsi una vita agiata e tranquilla. Philip inizia invece a tentennare, in quanto le difficoltà a rimanere nell'anonimato e il rischio di morire diventano sempre più alte, soprattutto dall'arrivo nel quartiere di Stan Beeman, il quale fin da subito inizia a sospettare che dietro alla patinata e felice vita dei Jenning ci sia qualcosa di più oscuro. Inizia a scoprire qualcosa di più sul passato dei protagonisti, in particolare di Elizabeth e della volta che Timoshev l'ha stuprata, rendendo chiara la posizione della donna e la sua volontà di vendicarsi. La visione di famiglia bilanciata che avevamo all'inizio della puntata dei Jenning è quindi totalmente capovolta, e l'equilibrio è ora molto precario. Un flashback ci riporta al momento in cui Philip e Elizabeth vengono arruolati per andare negli Stati Uniti e fingere di essere una famiglia americana. I due vengono istruiti sui dettagli della missione, in particolare che il loro passato fino a quel momento non esiste più e che il partner non deve venirne a conoscenza per nessun motivo. Tornati al presente, Philip scopre che Rob è morto la sera della missione fallita, non appena arrivato in ospedale. Stan intanto chiede a Philip se può prestargli dei cavi per il motore della macchina e così facendo ha accesso al garage dei Jenning e scopre che la marca della macchina è la stessa del rapimento. Philip accompagna il figlio ad una manifestazione a scuola e canta l'inno americano come un normale cittadino statunitense. Tornato a casa, Philip decide di liberare Timoshev per portarlo da Stan e costituirsi. Elizabeth sente però rumore in garage e scende, trovando il marito insieme a Timoshev ormai liberato dai legacci. Philip e Elizabeth discutono, fino a quando Elizabeth non colpisce Timoshev iniziando un combattimento. Il ricordo dello stupro viene riportato a galla da Timoshev, ma Philip non capisce di cosa stiano parlando lui e la moglie, ma intendo che l'uomo ha fatto male alla donna anni addietro. Elizabeth se ne sta andando dicendo al marito che può fare quello che vuole con Timoshev, ma Philip, al posto di portarlo da Stan, lo strozza contro il muro fino ad ucciderlo. I due coniugi seppelliscono il corpo del traditore e prima di tornare a casa, fanno sesso in macchina. Elizabeth viene avvertita dal suo capo che non possono più sbagliare perchè la situazione si sta facendo più difficile, chiedendo inoltre se Philip potrebbe essere un rischio e se è lui la ragione del fallimento della missione. La donna lo tranquillizza dicendo che Philip non è un problema e si assume la responsabilità del fallimento della missione. Philip ed Elizabeth parlano di come mai la donna non ha parlato dello stupro con il marito e i due si avvicinano, al punto che Elizabeth decide di parlare della sua vera identità, decidendo di non mantenerlo più come un segreto, al punto di dire al marito il suo vero nome. Un flashback ci riporta al momento in cui Philip e Elizabeth arrivano per la prima volta in America. Nel finale di puntata, Stan entra di nascosto nel garage dei Jenning e cerca il corpo di Timoshev nel baule della macchina, senza successo. Nel mentre, Philip osserva il tutto in un angolo al buio senza farsi vedere, con in mano una pistola pronto ad intervenire. Il dubbio e la paura di non avere un futuro tranquillo portano Philip al punto estremo di agire in prima persona e portare all'insaputa della moglie Timoshev a casa di Stan e di costituirsi. Elizabeth scopre il tutto e scatta un combattimento tra lei e Timoshev. Appena però Philip scopre ciò che l'uomo ha fatto a sua moglie, decide di uccidere il traditore con le sue stesse mani. E' riscontrabile in Philip un grande senso di protezione verso la sua famiglia,  non solo verso la possibilità di proteggerli dal pericolo della vita da spie, ma al punto di uccidere coloro che fanno del male ai suoi cari. Vedendo ciò, Elizabeth si riavvicina a lui, al punto di venire meno al giuramento fatto di non parlare del proprio passato con il partner. Già dal pilot possiamo capire che la serie girerà intorno a due microcosmi che si intrecciano l'uno all'altro, cioè la vita famigliare dei Jenning e il lavoro da spia con conseguente evoluzione del conflitto tra USA e URSS. In questa prima puntata il tema di entrambi i microcosmi è la fedeltà, in particolare la fedeltà verso il partner e quella verso la patria. In questo senso Timoshev è antitematico, in quanto dimostrazione dell'infedeltà verso la patria. Questi due microcosmi hanno diretti effetti l'uno sull'altro, con l'evoluzione di uno che porta a conseguenze nell'altro. La puntata si chiude con i costanti sospetti di Stan che lo portano ad ispezionare in prima persona il garage dei Jenning, rendendo chiaro l'antagonista che sarà Beeman e quanto la situazione sia costantemente in pericolo.
  • https://vimeo.com/237286881