LUOGHI COMUNI. Memorie di una architettura

Alessandro Arcadi

I luoghi che viviamo sono molto più che semplici spazi fatti di oggetti. Un luogo è un insieme di storie, è un diario vivente. Al suo interno sono scritti i ricordi, le riflessioni e le abitudini di chi ci viveva e ci vive. A partire da essi è possibile ricostruire una consapevolezza, un’identità culturale, che sia principale strumento di crescita e partecipazione attiva.

“Luoghi Comuni” è un progetto editoriale ideato per la promozione di un luogo che sia un modello sociale, culturale e/o di business. Parte da una ricerca sul territorio italiano di quegli spazi che abbiano subito una trasformazione, una ristrutturazione o un cambio di destinazione d’uso, e che siano divenuti simbolo del cambiamento di una famiglia, un’azienda, un paese, una regione.

Ogni luogo ha un’importanza sia privata, sia pubblica: qualcuno sceglie di tornarci perché ha un valore affettivo, storico, commerciale, architettonico; io scelgo di raccontarlo essenzialmente per il valore umano che assume per le comunità prossime. Per farlo ho pensato a un contenuto cross-mediale basato su una commistione di testi, foto e fumetti.

La lettura dell’evoluzione di una struttura è un obbligo (e un privilegio) di tecnici e maestranze che intervengono su di essa. Così anche nella narrazione di un luogo non si può prescindere dalle tracce che il tempo ha lasciato, quelle più visibili, come quelle più nascoste. Per scoprire come è cambiato un palazzo, una fabbrica, un parco, una chiesa, per raccontare bene cosa è oggi, cosa rappresenta, occorre conoscere i suoi fruitori, dove si incontravano, come socializzavano o come lavoravano. Da questa conoscenza può derivare un profondo senso di appartenenza, una nuova progettualità o anche semplicemente il desiderio di condivisione.

Oltre ai testi e alla documentazione fotografica, si è scelto come strumento grafico e narrativo il fumetto, il quale consente di strutturare un racconto per “fotogrammi”, come fosse un documentario a basso costo. Inoltre, e oserei dire soprattutto, esso giunge in aiuto dove per ragioni storico-temporali non è possibile una ricostruzione differente.

La scelta nell’impaginazione permette, per concludere, di disporre di una narrazione che funziona visivamente sia in un formato cartaceo, come pieghevole, sia in formato digitale come pagina Instagram. Gli esempi (vedi sotto) proposti sono delle parti del Numero 0 (pronto per la tipografia) dedicato a “Santagaeta – Storiche Dimore” (https://www.santagaeta.it/le-dimore), antico immobile situato nel centro storico di Racale (LE).